ASSOCIAZIONE COLOMBOFILA 
RAVENNATE

Data ultima modifica  03/05/2007

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La normativa Sanitaria di Polizia Veterinaria della Emilia Romagna prevede che ogni allevatore di colombi anche se amatoriale, deve dichiarare alla AUSL. di appartenenza il luogo dove è collocata la colombaia. L'Azienda Sanitaria Locale rilascia un attestato con un codice di allevamento che l'allevatore dovrà conservare e presentare al veterinario ogni volta che richiede una prescrizione. Il veterinario ha l'obbligo di riportare sulla prescrizione o ricetta anche i dati dell'allevatore e il numero di codice di allevamento attribuito. L'allevatore che partecipa all'esposizione deve dichiarare al veterinario dell'AUSL diu appartenenza l'autorizzazione preventiva che viene rilasciata previa visita del veterinario in allevamento con il Mod. 4 rosa dove si dichiara che i colombi sono stati vaccinati vedi Mod. 12. Questi documenti vengono controllati dal veterinario AUSL competente nella località e presente all'ingabbio in mostra.

 

LA TRICOMONASI

E' la malattia forse più diffusa nel colombo, ed è la base per lo sviluppo in forma specifica o associata di altre malattie e provoca seri danni in tutte le colombaie che la trascurano.                                                                                                 La sua diffusione avviene tramite l'acqua da bere e il cibo inoltre i piccoli vengono infettati dai genitori attraverso l'inbeccata. Questo protozoo si sviluppa e si diffonde in tempi veloci nei novelli dove può causare una mortalità elevata, mentre negli adulti può stabilizzarsi in forma cronica. I soggetti colpiti si presentano magri, con ali pendenti, inappetenza, depressione.     Se con le dita della nostra mano apriamo il becco del colombo malato possiamo vedere a seconda della fase della malattia, la parete della gola rossa infiammata, se è ancora nella fase iniziale, oppure delle membrane giallastre nelle cavità orali con noduli e placche gessose dello stesso colore, se in fase avanzata.

La tricomonasi al microscopio si individua facilmente. Una buona profilassi si basa sull'applicazione delle norme igieniche sanitarie già descritte per altre malattie, con una particolare attenzione alla pulizia degli abbeveratoi. Quasi tutti gli allevatori per far fronte a questo problema effettuano cure a cicli periodici preventivi. Inoltre esistono in commercio anche prodotti naturali non tossici molto validi. Anche in questo caso un veterinario specializzato saprà darci il giusto indirizzo.

LA COCCIDIOSI

Come altre malattie anche la coccidiosi se ne entra in colombaia può compromettere seriamente l'allevamento.                 La malattia si diffonde e si trasmette attraverso l'assunzione di alimenti o acqua che siano imbrattate con delle feci infestate di ocisti.Anche in questi casi i sintomi sono quelli comuni a tante altre malattie, perdita di vitalità, inappetenza, sete intensa, dimagrimento.      Un particolare però contraddistingue i soggetti colpiti da questa malattia, hanno una copiosa diarrea verdastra con tracce di sangue.  Colpisce in particolare i novelli anche con moralità elevata. Anche in questo caso valgono le stesse precauzioni al fine di contenere il diffondersi della  malattia,in particolare bisogna evitare che l'acqua e gli alimenti vadano a contatto con escrementi e feci.

LA MICOPLASMOSI

Questa malattia subdola che contagia i colombi determinando forme di respirazione alternata con corizza scolo nasale, rantolo, e congiuntivite negli occhi. Spesso questa infezione  si manifesta anche in forma associata a ornitosi, coli e salmonelle determinano un quadro molto preoccupante. La diagnosi precisa può essere confermata con l'isolamento dei microplasma dai sacchi aerei. Sovraffollamento in colombaia, scarsa aerazione, umidità nei locali, sono condizioni ambientali ideali per lo sviluppo di questa malattia che è molto difficile da debellare una volta insediata in allevamento.  Servono cure con trattamenti mirati fatte per diversi giorni se vogliamo debellare questo germe. Per le cure facciamoci consigliare da veterinari specializzati.

LE SALMONELLE

E' una malattia diffusa tra i piccioni; anche se potenzialmente potrebbe essere contagiosa per l'uomo, non ci risultano casi di contagio all'uomo. il contagio tra animali avviene per via indiretta in particolare attraverso le feci infette e possono contaminare gli alimenti e l'acqua attraverso insetti e in particolare i ratti o topi, o direttamente da colombo a colombo nella fase di accoppiamento e nel contatto comune. La malattia può essere veicolata in colombaia attraverso animali esterni, come i passeri o altri animali infetti, oppure tramite granaglie infettate nei vari passaggi della lavorazione. I colombi che riescono a superare la malattia possono facilmente diventare dei portatori sani di questa infezione. La salmonellosi o paratifo si può presentare in forme diverse e può causare anche una mortalità elevata. I novelli possono morire senza presentare sintomi premonitori. Negli adulti può manifestarsi con una diarrea di colore verdastra, dimagrimento, muoiono gli embrioni delle uova durante la cova, oppure zoppicatura e ala cadente con blocco e gonfiori delle articolazioni. La presenza di soggetti con i sintomi sopra descritti deve preoccupare seriamente l'allevatore il quale deve rivolgersi subito ad un veterinario specializzato.

Consigli utili:  Evitare di inserire animali provenienti da gruppi già infetti, cercare di evitare l'infezione dall'esterno con reti antipasseri, fare periodiche deratizzazioni, e applicare norme igienico sanitarie di prevenzione che sono utili per limitare possibili contagi.

I VERMI

Sono diversi i tipi di  vermi che possono infestare le parti interne del colombo, gli ascaridi, la tenia, i strongili, la capillarosi sono tra i più comuni che attaccano i nostri colombi. Il parassita viene individuato con certezza mediante l'esame microscopico delle feci, oppure con un esame  dell'intestino.  I soggetti colpiti da questi parassiti diventano magri depressi e anemici. I colombi si infettano ingerendo gli ospiti intermedi nei quali si sviluppano le uova di questi parassiti.

Consigli utili:  Impedire che i nostri colombi ingeriscano alimenti imbrattati con gli escrementi e le feci, fare rigorose pulizie degli ambienti e una disinfestazione periodica dei locali dove vivono i colombi,

Una cura periodica preventiva contro i vermi ci mette al riparo da questo problema.

IL DIFTERO VAIOLO

Questa è una malattia infettiva e contagiosa sostenuta da un virus specifico che genera lesioni cutanee anche interne. Generalmente colpisce i soggetti giovani e si sviluppa prevalentemente in estate autunno. Di norma la malattia viene introdotta in allevamento con l'inserimento di  un portatore di virus o con la malattia in fase di incubazione, poi si propaga tramite la puntura di insetti, in particolare le zanzare le quali possono ospitare nella proboscide il virus anche per parecchie settimane. Il vaiolo si manifesta in diverse forme, la più frequente è caratterizzata dalla comparsa di grumuli vaiolosi che sembrano delle verruche sulle narici, sulle palpebre, nei piedi, nella zona addome e anale. Può manifestarsi anche con placche bianche grigio giallastre aderenti alla mucosa della bocca e nel palato.

Consigli utili:  Isolare i soggetti colpiti, pulizia dei locali, evitare di inserire animali contagiati, e lotta agli insetti in particolare alle zanzare con repellenti e insetticidi, rivolgersi ad un veterinario specializzato.

LA PSEUDOPESTE AVIARIA

Questa è che colpisce in forma virale la colombaia. Bisogna prevenirla con la vaccinazione in quegli allevamenti che possono essere contagiati da elementi esterni  come uccelli e passeri. La vaccinazione è resa obbligatoria coloro che partecipano a gare o mostre perchè possono essere fonte di contagio. La vaccinazione rende immuni i soggetti per un anno e generalmente gli allevatori la effettuano in autunno dopo la muta e prima della stagione delle mostre. La vaccinazione deve essere effettuata a soggetti in perfetto stato di forma e di salute. La pseudopeste aviaria o malattia di Newcastle non va confusa con l'influenza aviarie dei polli. Recenti studi hanno dimostrato che il colombo non viene colpito dalla influenza aviarie e il colombo non è un elemento veicolatore di questa pericolosa malattia.